Documentari - Riding Giants - Surf estremo
Chi meglio di Stacy Peralta poteva mostrare sul grande e piccolo schermo le straordinarie emozioni che uno sport pericoloso quanto adrenalinico come il surf è capace di scatenare in chi lo pratica o in chi da spettatore si trova ad ammirarlo? Pochi secondo il sottoscritto, tanto pochi che si possono contare sulle dita di una mano, scavando nella memoria fino al 1978, quando John Milius firmò quel capolavoro crepuscolare dal titolo Un mercoledì da leoni. Poi tanta paccottiglia appartenente ai generi più disparati, indegnamente dedicata a uno sport estremo al quale il secondo documentario del regista americano ha nel 2004 restituito fascino e spettacolarità. Lui che con i protagonisti di Dogtown and Z-Boys, tre anni prima, aveva trasferito sul cemento bollente della California le gesta sugli skateboard di autentici fenomeni, paragondole alle evoluzioni tipiche della tavola da surf.
Il risultato è altrettanto esplosivo, uno spettacolo per gli occhi e anche per le orecchie (una colonna sonora che mescola senza soluzione di continuità sonorità simili a quelle country con melodie hawaiane), che il regista ha battezzato Riding Giants. Il film è un viaggio nel tempo e nello spazio, tra spiagge e onde alte fino a 20 metri come giganteschi palazzi d’acqua pronti da un momento all’altro a crollarti addosso. Peralta compone un altro ritratto corale, partendo dalle interviste ai grandi esponenti del surf di ieri e di oggi, alternandole con continue parentesi solo visive dove si fanno largo prepotentemente spettacolari e coinvolgenti sequenze acrobatiche. Il tutto attraverso l’inconfondibile stile che contraddistingue il suo modo di fare e concepire il cinema, ossia repentini e imprevedibili cambi di ritmo e di registro nel racconto (dallo sport movie puro al dramma, passando persino per il reportage), ai quali si vanno ad aggiungere divertenti scene di animazione.
La formula scelta è praticamente la stessa di quella utilizzata nel lavoro precedente, ma qui a tratti registra purtroppo dei piccoli passaggi a vuoto: materiale di repertorio (anche fotografico, ma in misura minore) e interviste con gli esperti del ramo, soprattutto con i più celebri e spericolati surfers statunitensi e hawaiani degli anni '60 e '70 (Gregg Noll, Jeff Clark, Laird Hamilton). Si rievocano le millenarie origini polinesiane del surf (ma non il lento genocidio, da parte della civiltà bianca e cristiana, delle popolazioni hawaiane tra il Settecento e la fine dell'Ottocento), la sua rinascita all'inizio del Novecento (nel 1907 Jack London ne fece un reportage), le varie fasi del suo sviluppo tecnico-sportivo, la globalizzazione commerciale dopo gli anni '60 e la metamorfosi del surf solitario in quello a rimorchio di gruppo. Per carità, a conti fatti funziona tutto e lo scheletro narrativo regge, merito della bravura di Peralta e del montatore Paul Crawder. Se poi, a dare spessore drammaturgico al tutto ci pensano alcuni inserti tematici, come quelli dedicati alla paura e alla morte, che di tanto in tanto fanno capolino nella narrazione, allora i rischi che il film possa scivolare nelle sabbie mobili della superficialità e della sterilità sul versante delle argomentazioni trattate si riduce a zero.
A regalarci tutte le emozioni di un documentario imperdibile per i surfisti - compresi dilettanti e mediterranei - ma adatto anche a qualsiasi tipologia di spettatore, ci pensa ancora una volta la collana Fandango Doc, che del film di Peralta ha confezionato una buona versione per il mercato home video. La qualità audio e video restituisce in pieno il valore intrinseco e originale dell’opera, garantendo allo spettatore immagini ben definite e un suono avvolgente grazie all’offerta multi-lingue in Dolby Digital 5.1. Il comparto extra presenta una serie di contributi testuali di approfondimento, che forniscono informazioni utili e supplementari alla visione del film: oltre ad una ricca galleria di schede biografiche dei membri del cast tecnico e artistico, la sezione offre uno speciale in quattro schermate dal titolo “Documentando la grande onda”, nel quale vengono raccolte una serie di dichiarazioni e note di regia sulla lavorazione, sull’approccio stilistico e riflessioni personali su alcuni surfisti intervistati.
SCHEDA TECNICA
Titolo originale: Riding Giants
Regia: Stacy Peralta
Anno: Francia-Usa 2004
Distribuzione: Fandango (2005)
Genere: Documentario Sportivo
Strato: Doppio
Durata: 97 minuti
Formato video: 16/9 1:85 anamorfico
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 e Inglese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano
Area: 0
Extra:Documentando la grande onda, Come è nato Riding Giantg, Biografie dei surfisti del film e del cast tecnico, Curiosità e storie di Riding Giants (parte Dvd-Rom)




Commenti
Non l'ho ancora visto, ma se
Non l'ho ancora visto, ma se Peralta lo ha girato come "Lord's of Dogtown" (del quale lui è l'autore ed ha collaborato alla regia) deve essere un doc. strepitoso.
Invia nuovo commento